Antropozoologie – Biagio Iacovelli

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Buonasera a tutti amici lettori!
Eccomi a voi con una nuova recensione. Innanzitutto voglio ringraziare l’autore, Biagio Iacovelli, per avermi permesso di leggere la sua opera e recensirla. 🙂

Oggi parliamo di “Antropozoologie – studio verosimile di una realtà grottesca“.  
Questo è un libro che era un po’ che dovevo leggere, ma ogni volta che ero lì, lì per iniziare la lettura, una serie di mille impegni mi occupavano in altro, e non si trattava di un titolo che volevo leggere con leggerezza, perché vi dico subito che non è un testo da leggere tanto per passare il tempo. 

Il titolo già ci dice molto riguardo al contenuto del manoscritto, con quella precisazione a metà tra satira e provocazione: studio verosimile di una realtà grottesca
E senza se e senza ma è proprio ciò che fa l’autore: studia la nostra vita grottesca, dove per “nostra” intendo quella dell’essere umano. 
Nonostante sia un libro di esordio, una cosa che mi è piaciuta, fin da subito, è stata la cura con cui è trattato lo scritto. 
Non parlo unicamente di una scrittura fluida e priva di errori, ma nel mondo di oggi dove tutti sembrano essere diventati scrittori, sta diventando una vera sfida trovare dei testi non solo ben scritti, ma soprattuto bene editati, bene impaginati, anche dal punto di vista della grafica interna. 

Antropozoologie” è una bella sorpresa da questo punto di vista. Curatissimo, un vero piacere da leggere.
Pertanto vorrei complimentarmi anche con la casa editrice “Eretica“. Ottimo lavoro. E non pensate che sia scontato, perché anche le migliori e ben più grandi case editrici, di recente, pensano alle vendite e non alla cura del prodotto.
Ma torniamo al testo.

Come vi dicevo non si tratta di uno scritto che si possa divorare, perché Biagio Iacovelli, attraverso i suoi racconti ci trasporta in una serie di sogni.
Durante la lettura mi veniva spesso da paragonare il libro all’ambientazione de “La mascherata della Morte Rossa” di Edgar Allan Poe. 
Vi chiederete perché. Ebbene perché la serie di racconti che vengono presentati in questa raccolta, sono esattamente come la mascherata che il Principe Prospero prepara ai suoi ospiti durante l’isolamento nel suo castello per proteggersi dalla pestilenza: una serie di immagini oniriche, inverosimili e grottesche, appunto, che lasceranno il lettore in un primo momento disorientato, e in un secondo momento ammaliato. 

Lo stile dell’autore è pulito e semplice, non privo di una sintassi anche complessa, ma nonostante l’uso di termini a volte desueti non cade nella trappola della pretenziosità. Cosa che ho molto apprezzato. 
Durante la lettura ci si trova seduti, proiettati verso un viaggio dove i vinti, gli esclusi, vengono portati avanti, ma non in modo convenzionale, quanto piuttosto evidenziando tutto ciò che di brutto, e anche orrido caratterizza questa strana forma di vita che è l’essere umano. Nei suoi difetti, nelle sue brutture, nelle sue orribili mancanze. 
A ogni modo, chi si ritroverà lettore, e spettatore, non terminerà la lettura con l’amaro in bocca perché ecco che l’autore ci farà capire che c’è luce, proprio lì in fondo al tunnel e con essa speranza, proprio con l’ultimo racconto che non a caso si intitola “…e alla fine?“. 

I miei racconti preferiti sono stati senza dubbio “Il canovaccio“, ma non poteva essere diversamente visti i miei trascorsi teatrali e “…e alla fine?“.
Il primo l’ho trovato squisitamente ironico e folle, e il secondo mi ha recato sollievo per la speranza di cui è permeato. Anche perché a un certo punto la lettura diventa lievemente angosciante… XD

In definitiva si è trattato di un libro che ho avuto grandissimo piacere nel leggere, e un autore di cui spero di leggere altro in futuro, magari non solo racconti. 
Un testo ironico e riflessivo come non ne leggevo da anni. Ben scritto. 
Unico appunto, purtroppo, almeno per me è la copertina, perché se da un lato faccio i complimenti alla casa editrice per la gestione totale del libro e l’impaginazione, la cura dei caratteri e a seguire, dall’altro purtroppo non ho trovato la cover sufficientemente accattivante. Visto così il libro sembra un testo scolastico di psicologia.
In tutta onestà se l’avessi visto sullo scaffale di una libreria probabilmente non l’avrei mai comprato. E questo sarebbe stato un peccato. Un vero peccato.
Probabilmente questa sembrerà una considerazione misera in confronto al messaggio globale che vuole dare il testo al lettore, e posso capire anche le motivazioni che hanno portato a una scelta simile, ma non so, personalmente avrei giocato diversamente sul primo impatto sul pubblico, perché il testo merita davvero di essere letto dagli appassionati del genere. 

Quindi in conclusione che dire, ovviamente ne consiglio la lettura a tutti coloro che amano un testo ben scritto, ironico, e soprattutto nuovo. Uno spaccato sulla nostra società odierna che mette a nudo tutto ciò che è gretto ma, in un certo qual modo anche bello. 

Noi ci rileggiamo alla prossima recensione. 🙂

 

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